Tornata alla data originale, è tornato il successo alla manifestazione “C’era una volta il Cross”

La sedicesima edizione ha nuovamente fatto riscontrare un buon numero di partecipanti

La manifestazione internazionale non competitiva “C’era una volta il Cross”, giunta alla sua sedicesima edizione e disputata nei giorni 16/17 marzo sulla storica pista di Baldissero di Cumiana, situata nei pressi di Pinerolo (TO), ha fatto riscontrare un buon successo sia tra i piloti intervenuti, che di pubblico.

Dopo il negativo esperimento del 2018, in cui si era optato per il mese di giugno, date le cattive condizioni previste per la data classica, in questa edizione gli organizzatori del Moto Club Corsa Lunga di Torino “E. Merlo” sono tornati alle origini, fatto molto apprezzato dai conduttori, alcuni dei quali scenderanno a breve in pista per i vari campionati, ma anche di espositori e di pubblico.

In questa occasione la pista, ottimamente preparata da Mario ed Elda Comba, che hanno rivelato di aver terminato i lavori di sistemazione delle tubazioni per l’irrigazione solamente al venerdì sera precedente la manifestazione, si è presentata con il senso di circolazione invertito rispetto al passato, creando anche qualche perplessità da parte di alcuni piloti, mantenendo originale solamente il lungo rettilineo di partenza, raccordato al resto del tracciato con un grande lavoro di ruspa.

L’internazionalità della manifestazione è stata salvata dalla presenza di alcuni austriaci, che hanno però lasciato il campo la domenica mattina, e dalla svizzero Huber Roland  Brugher, denominato “Buchi”, che ha girato in sella ad una BSA 500 del 1965, esponendo inoltre una bella CZ 360 Bitubo.

La due giorni crossistica ha presentato però due caratteristiche climatiche ben diverse, in quanto al sabato vi è stato sole pieno, con temperatura intorno ai 26°, mentre la domenica il termometro stentava a raggiungere i 12°, mentre il cielo è sempre rimasto plumbeo.

Al sabato si è riscontrata già una buona presenza di iscritti, che si sono sfogati in pista fino a tarda serata, alcuni dei quali hanno però preferito dare forfait la domenica, mentre molti altri, soprattutto chi proveniva più da vicino, sono arrivati solamente la domenica mattina, portando il numero totale degli iscritti a poco più di un’ottantina, anche se le moto in pista sono sembrate essere molte di più.

La domenica mattina Valter Cavallero, soddisfatto del numero dei presenti, anche se siamo ormai lontani dagli oltre cento contati alcuni anni or sono, ha dato ben presto il via alle danze, che hanno coinvolto la maggior parte dei presenti nelle prove libere, aperte a tutti quanti fossero in possesso di licenza ASI o di Tessera Sport o licenza FMI, cui hanno fatto seguito due batterie divise per tipologia di moto: prima tutte quelle dotate di doppio ammortizzatore, di qualsiasi epoca, ed in seguito quelle costruite negli anni in cui imperava il mono ammortizzatore.

Affollatissima, nonostante le previsioni, quella riservata alle moto più vecchie, che ha visto ai nastri di partenza oltre trenta moto, quasi tutte al massimo della forma, sia estetica, che funzionale, richiamando le attenzioni di numerose persone che ricordavano sia il “profumo” dei carburanti impiegati, sia il “suono” emesso dai motori, molti dei quali silenziati in base alla normativa sportiva, poiché impiegati nelle gare d’epoca.

Verso mezzogiorno, mentre una parte degli uomini del Moto Club Corsa Lunga lavorava per preparare il tradizionale pranzo a base di polenta e carne, offerto gratuitamente a tutti i presenti, Valter Cavallero ha chiamato a raccolta i piloti di tutte le epoche e categorie per la premiazione, che consisteva in una medaglia ed una locandina raffigurante Piero Coscia, andata a tutti gli ex piloti.

Nella consegna dei premi Cavallero ha trovato l’ormai solita collaborazione di Gian Pio Ottone, che si è dato un gran da fare per far intervenire alla manifestazione quanti  più piloti possibile e di Aldo Mirimin, addetto alla distribuzione delle medaglie.

Si è iniziato con la consegna dei riconoscimenti a cinque moto tra quelle esposte sul rettilineo di partenza, estratte a sorteggio, per evitare antipatiche contestazioni. Le medaglie sono quindi andate alla Bultaco Pursang MK8 250 di Claudio Marini, alla Husqvarna 500 4 tempi di Franco Malanchini, alla Bultaco Pursang 250 MK7 conservata di Pier Carlo Marcuzzi, alla MV Agusta 175 di Michelangelo “Puki” Pochettino ed alla Montesa Cappra 250 di Pietro Cattoni.

Si è proseguito poi con l’interminabile sfilza di ex piloti di ogni epoca e categoria, partendo da Piero Coscia, raffigurato sia sulle locandine che sulle medaglie, seguito dal plurititolato Emilio Ostorero, da Vittorio Reviglio, Canzio Tosi, Eugenio Perozzo, Michelangelo Pochettino, Mario Vigna Suria, solo per citare i più noti, essendo impossibile elencare gli oltre cinquanta ex piloti che hanno ricevuto il riconoscimento.

Al termine delle premiazioni è intervenuto Livio De Paoli, del Moto Club Urio Reami di Leinì, che ha ricordato, a cinquant’anni dalla scomparsa, lo sfortunato pilota al quale è dedicato il sodalizio torinese, deceduto in gara, consegnando una targa alla sorella ed al nipote di Urio ed una ai familiari di Carlo Ferrero, pure lui socio del club.

Conclusa anche quest’ultima premiazione, tutti gli astanti sono stati invitati sul piazzale superiore, dove erano state allestite le tavolate per il pranzo, come di consueto a base di polenta, carne e vino, apprezzato da tutti, prima accomiatarsi e di intraprendere la strada di ritorno verso casa.

Arrivederci all’edizione 2020.

Dario Malabocchia