Trial piemontese: una rinascita con le nuove regole

Nuovo impulso al trial piemontese. Con l’introduzione delle nuove regole si è avuto una nuova ondata di interesse per praticanti ed il pubblico. Dall’inizio dell’anno sono sensibilmente aumentati i partecipanti che hanno ritrovato nella disciplina il piacere di gareggiare divertendosi e si sono recuperati piloti che si erano persi a causa di una disciplina diventata troppo esasperata. L’introduzione di alcune modifiche al regolamento hanno portato anche ad una drastica riduzione dei problemi per gli Ufficiali di Zona ed ad una maggiore comprensione da parte del pubblico. Con questo nuovo regolamento è stato semplificato il lavoro del pilota che ora non dovrebbe più avere discussioni con i giudici che devono solo svolgere la funzione di osservatori senza dover interpretare il regolamento. Sono stati depenalizzati il contatto dei piedi con l’ostacolo (a patto che i piedi restino sulle pedane), l’incrocio e l’arretramento nelle zone. Tutto ciò nell’ottica di incentivare una più semplice partecipazione alle manifestazioni per tutti gli appassionati come è avvenuto. Un ritorno alle origini. Alle gare regionali ora, come tester fuori classifica, sono ammessi anche i semplici tesserati FMI. Anche questo ha riscontrato un grande successo. Il Piemonte, terra in cui è nato il trial italiano è all’avanguardia anche nella promozione. In regione sono infatti attive tre ampie aree riservate al trial. Una a Montoso, sede di prova del Campionato italiano, altre due a Rubiana e a Castellinaldo. Nelle Valli del Canavese ci sono poi 70 km di percorsi autorizzati ed altri sono in Val Sangone nel rispetto della legge regionale 32/82.
Nuova linfa dunque per il trial regionale che conta piloti di vertice come Gian Luca Tournour, Daniele Maurino e Luca Cotone.

Roberto Goitre
Ufficio stampa CoRe FMI Piemonte